Per quelle madri

Elia nasce un mese esatto, precisino lui, prima del previsto, è piccolo, sottopeso e viene ricoverato al centro immaturi più vicino a noi, lo raggiungo qualche giorno dopo perchè se subisci un cesareo d’urgenza non sei proprio uno spettacolo di forza. Passiamo li una trentina di giorni blindati come se facessimo parte di una task force in procinto di salvare il mondo dalla distruzione finale. Oggi Elia è un bel giovanotto con una mente che farebbe invia a Eienstein.

A Luca quando nasce assegnano un punteggio, tipo cavallo da corsa, di 10 su 10. Mangia come se non ci fosse un domani e dorme come un gatto appisolato all’ombra di un noce in estate, sembra la beatitutine fatta persona. Appunto, sembra. Oggi Luca è un vulcano di pensieri, di parole, di tutto.

Non cambia la vita quando diventi mamma, ti viene stravolta. Ti spuntano quattro orecchie e 6 braccia per le emergenze, nella testa hai le frasi pronte per consolare, incoraggiare, rimproverare e rassicuracare che escono nell’esatto ordine in cui le cerchi e non sai nenche tu come fai.

L’essere mamma ti rende immortale, quasi come un supereroe che non va mai di moda perchè in un epoca o in un’altra qualcuno si ricorda sempre degli infiniti poteri che ha.

 

Per quelle madri   di Annalisa Salvador

Alle madri bambine

alle madri infangate

a quelle madri lasciate sole,

con gli occhi spalancati.

Alle madri stuprate

alle madri legate

a quelle madri ubriache, mute

con le orecchie inchiodate.

 

Alle madri perdute

alle madri

che madri non sono

ma che continuano a cullare il vento.

Alle madri assassine

alle madri

che hanno posato il loro grembo

in un sacchetto di fango.

 

A quelle madri

che sputano sangue

che stan rinchiuse in una gabbia di niente,

a quelle madri

che non vedono nulla

che camminano all’indietro

senza voltare le spalle.

 

A quelle madri

disperate, perdute

dimenticate,

 

per quelle madri

 

si spenga il fuoco che alimenta il loro calvario

si riprenda la terra quell’incessante inferno.

 

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